IBM affronta di petto il tema del Digital Divide(ovvero il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie e chi no), con la speranza di guadagnarci qualcosa.
L'azienda sta progettando, infatti, di usare le linee dell'alta tensione per trasferire dati.
L'idea è semplice: sfruttare i cavi dell'alta tensione per trasformarli in vettori di banda larga (broadband-over-power-line, BPL).
Questa tecnologia, non nuova, non si è mai diffusa veramente, ma potrebbe essere una soluzione molto economica, per portare la banda larga anche alle località più remote, impossibili da raggiungere con i cavi telefonici.
L'azienda ha confermato che lavorerà con aziende elettriche di zone rurali degli Stati Uniti, per sviluppare questo progetto.
Si tratta di un accordo da 9,6 milioni di dollari, grazie al quale IBM avrà il diritto di installare reti BPL, collaborando con ben 900 piccole aziende.
Gli ingegneri IBM gestiranno il progetto e si occuperanno anche di formare il personale. La rete, poi, sarà gestita da IBEC, partner di IBM in questo progetto, che si occuperà anche di vendere il servizio.
Resta da vedere quanto costerà, se funzionerà, e se attraverserà mai l'Atlantico.