Il governo italiano investirà 1 miliardo di euro nei prossimi tre anni per la banda larga fissa e mobile.
L'asta per l'assegnazione delle frequenze a 900 Megahertz dell'ex operatore Umts Ipse avverrà invece nel giro di un paio di mesi, dopo Natale.
Questo è quanto appreso dalle dichiarazioni del sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, durante la presentazione della prima connessione mobile a 14.4 Mpbs targata Vodafone.
Per lo sviluppo della banda larga "abbiamo messo in campo risorse importanti, 1 miliardo nei prossimi tre anni", ha detto Romani. Quanto alla cessione delle licenze Ipse "avverrà nel giro di un paio di mesi, dopo Natale" e poi ci sono da cedere anche le frequenze meno pregiate da 2100 Megahertz e quelle WiMax con l'obiettivo, ovviamente, "di incassare il più possibile", ha dichiarato Romani.
Il sottosegretario ha poi voluto rimarcare l'importanza, per il Governo, dello sviluppo della banda larga, fissa e mobile, per cui "è stata scelta una figura importante come Francesco Caio per seguire il progetto". Sulla tempistica Romani ha spiegato che "entro un mese Caio presenterà una analisi della situazione e poi ci vorranno tre mesi per definire il progetto" di sviluppo. Progetto che "si sta sviluppando a una velocità impressionante" e che una volta delineato coinvolgerà probabilmente, oltre agli operatori Tlc, anche altri soggetti come Poste, Ferrovie e Autostrade.
I vantaggi da uno sviluppo della banda larga sono stati quantificati da Romani in un contributo positivo alla crescita del Pil dell'1,5%-2% ed è quindi importante "in periodi di crisi come quello attuale accelerare il passo".
Sul fronte dei costi dello sviluppo della banda larga mobile, l'Ad di Vodafone Italia Paolo Bertoluzzo ha indicato in "circa 500 milioni di euro nell'arco di tre anni", gli investimenti necessari da parte degli operatori Tlc per chiudere il digital divide in Italia che vede circa l'8% della popolazione priva di collegamenti ad Internet. Bertoluzzo ha poi ricordato che Vodafone investe circa 1 miliardi di euro l'anno in servizi e innovazione in Italia e che fino ad oggi ne ha investiti circa 15. Cifra che si aggira invece sui 40 miliardi di euro se si considerano gli investimenti di tutti gli operatori mobili.
Infine sul futuro della rete di Telecom, Romani ha ricordato che "c'è una trattativa in corso tra l'Agcom e Telecom. Il governo è in attesa delle conclusioni. Per fortuna siamo in un Paese in cui le competenze sono suddivise". L'obiettivo è di arrivare a una soluzione che sia un punto di equilibrio fra i modelli opposti adottati in Inghilterra, dove è stata creata 'Open Access', e in Spagna e Germania. In sostanza bisogna cercare un "punto di equilibrio tra quanto dice il commissario Ue Reding, meno lobby e più politica, e quanto sostengo io, cioè che un eccesso di regolamentazione può penalizzare gli investimenti", ha dichiarato Romani.